venerdì 17 gennaio 2014

Come scoprire dove ti trovi

Le mie gesta non saranno tramandate in memoria del mio senso dell’orientamento.
Purtroppo, senza una mappa, non ho esattamente quello che viene definito il “senso del piccione viaggiatore”, ma devo dire che questa caratteristica mi ha permesso di fare alcune delle scoperte migliori della mia vita, esplorando le città.
Nella mia esperienza di viaggiatore ho trovato due modi eccezionali per venire a contatto con i punti più interessanti di una città, che sia Londra, Melbourne o persino quella in cui si trascorre la propria vita da sempre.
La prima è perdersi, semplicemente lasciando andare le gambe e girando a destra quando si sa che si dovrebbe girare a sinistra.
La seconda è cercare casa. Non potendomi permettere case sfarzose e in pieno centro, mi trovo spesso a visitare quartieri periferici e scoprire la vera atmosfera di una città guardando chi ne vive ai margini e come ci vive.
A differenza di città come Roma, Pechino, Milano o Londra, sviluppate in verticale in modo da mettere quanti più edifici possibile nel minor spazio possibile, Melbourne si sviluppa in orizzontale. Prima di venire qui non sapevo esattamente cosa aspettarmi da una città con la stessa superficie di Londra e con metà della popolazione.
Beh, quello che c’è da aspettarsi è questo:






La prima rappresenta lo splendido municipio di uno dei quartieri più noti e le altre sono foto di Melbourne fatte da Melbourne. È su queste che mi vorrei concentrare Non mi trovavo in campagna, ai margini della città o chissà dove. Ero fra il centro (i palazzoni delle foto. Notate la distanza) e uno dei quartieri immediatamente confinanti col centro, Kew, considerato pienamente parte della città interna.
Quello che, all’occhio italiano, appare come lo spazio intermedio fra una città e un paese, è sempre parte della città. Spazi sconfinati, brulli se si eccettuano le uniche strade asfaltate che si estendono per chilometri, sono parte della città stessa.
Non stupisce dunque di vedere appartamenti che, al costo di un normale affitto per i parametri di una grande città, hanno la metratura di quelle che noi considereremmo case per famiglie; stanze per studenti nelle quali non si deve rimediare un tavolino e improvvisare un armadio in qualche anfratto, ma dove un letto doppio e qualche mobile sono la norma; piccoli edifici nel giardino di casa, dove è possibile creare un dignitosissimo appartamentino da affittare. Gli spazi ampi, insomma, permettono un'estensione a noi difficilmente immaginabile. Basti pensare che una delle strade principali che attraversano Melbourne, Sidney Road, arriva direttamente a Sidney e uno dei cartelli in piena città avverte che la meta dista 888 km. Dove troveremmo mai un cartello simile in una città italiana? Badate bene che il principio è lo stesso: segnare la città principale più vicina. In queste città, il vuoto tra quartieri diventa la norma e per andare anche solo da un quartiere a quello confinante bisogna pedalare decine di minuti sotto il sole cocente (almeno in questa stagione: in questi giorni il termometro oscilla fra i 35 e il 44 gradi) in quelle che per noi sarebbero strade periferiche, passando anche per capannoni industriali, discariche e giganteschi campi da golf.
Spazi vastissimi e parchi immensi portano con loro anche simpatiche osservazioni faunistiche; tanto per fare un esempio, poco distante dal CBD (la cosiddetta City, la parte intorno alla quale girano l’economia e il turismo) non è raro imbattersi in pappagalli di ogni colore, uccelli che da noi si vedono solo in riserve o zoo e altri animali di cui, da buon ignorante in materia, non conosco assolutamente nulla.




In sostanza: se volete conoscere i dettagli e magari se non avete molto tempo da passare in città (parlo di Melbourne perché è dove mi trovo, ma il consiglio vale per qualsiasi posto), usate pure una guida o affidatevi a esperti, ma se avete tempo e meglio ancora se dovete affittare un appartamento, limitatevi a girare e perdervi completamente.

Senza dimenticare di tenere Google Maps a portata di cellulare.

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