sabato 4 gennaio 2014

Salento+Londra+California=Melbourne

Ok, da questo titolo si potrebbe pensare che io sia stato in California, ma confesso di averla solo vista in foto e film. La verità è che Melbourne, fin dal primissimo impatto, ricorda molto quelle immagini ed è difficile non tenere a mente quel paragone.
Salento: sia che prendiate un taxi, il bus o la navetta per fare la ventina di chilometri che separano l’aeroporto dall'ingresso alla città (non la City; per quella ci sono altri chilometri), non potete non rimanere colpiti dalla vista degli spazi aperti, pianeggianti o appena appena collinosi, di un giallo arido, quasi deserti, con l’asfalto della strada che si spinge in avanti per chilometri in mezzo a una vegetazione strana, che ricorda per forma e colore quella mediterranea, ma completamente diversa. Non sto parlando dei famosi, sconfinati spazi australiani. Quelli non li ho ancora visti. La vista della città in lontananza ricorda molto quei piccoli paesini che si vedono nel brindisino o nel leccese, separati da quelli che in prospettiva sembrano essere pochi centimetri di verde-giallognolo, ma in realtà sono chilometri di caldo e sudore. La differenza? Invece di vedere cinque paesini divisi tra loro nei vari punti dell'orizzonte, Melbourne copre tutto l'orizzonte con una distesa enorme di edifici e grattacieli, tanto da ricordare
Londra: uno skyline mozzafiato;

la City costruita nelle vicinanze e parzialmente intorno al fiume;
mezzi pubblici ovunque; auto che guidano “dalla parte sbagliata” della strada; il tempo che cambia rapidamente mostrando in poche ore nuvole cariche di pioggia e un sole caldissimo (se venite qui fate scorta di crema solare. In due giorni mi sono già bruciato); un mix di abitanti appartenenti a razze e culture diverse sin dall'aeroporto; fast food e locali di ogni tipo e cultura che si fondono tra loro, ma trovano anche le loro aree dedicate, senza dimenticare pub pseudo-inglesi recanti nomi di gradi autori;
cartelloni pubblicitari di birre italiane (ebbene sì! Guardate bene e vedrete) in pieno centro, accanto a chiese goticheggianti che dicono la loro sui temi più sentiti.




Lo sfarzo ipermoderno e i grandi contrasti della City londinese sono stati trasportati qui, insieme a ritmi e panorami molto simili. Per quanto passare vicino a grattacieli che si stagliano in mezzo a vie gigantesche affollate di negozi e gente possa ricordare Bank o alcune aree di Canary Wharf, le strade alberate, quasi deserte e immerse nel sole battente potrebbero ricordare le zone migliori di Lecce d’estate. Le case centrali sono appartamenti di enormi edifici pieni di specchi e sfarzo, degni delle migliori aree di Londra, ma basta uscire di pochissimo per vedere tutta un’altra storia. Una storia che parla di
California: sole, palme, segnali stradali diversi e dalle forme strane circondano casette di uno o due piani, che si adagiano tranquillamente, prendendosi tutto lo spazio che serve (ne hanno in abbondanza). Colori non particolarmente vivaci, ma giardinetti ovunque, con tanto di staccionate tanto inutili quanto decorative. Poca gente per strada, per lo più persone in pantaloncini e mezze maniche che stanno facendo una passeggiata tranquilla per godersi il sole e per non essere sopraffatti dallo sforzo, a queste temperature. Enormi parchi e piccoli centri commerciali compongono una periferia che è quasi un paese a parte, ma che allo stesso tempo è collegata in maniera eccellente e senza soluzione di continuità col centro, ma non altrettanto con le altre aree della città.
Non fatevi ingannare, però: Sto cercando di fare paragoni a tutti i costi. Sono qui da pochi giorni ed è normale cercare in ciò che si vede un riferimento a qualcosa che già si conosce.
Questo miscuglio, questa unicità ha solo vagamente a che vedere con queste zone. Non per nulla ho anche parlato di un posto che non conosco. Così come ognuna di queste aree e città, Melbourne è unica e ha un sapore che personalmente non ho mai visto prima, fatto di spazi estesi, contrasti diversi da quelli a cui siamo abituati, ma anche di un’ottima fusione.

Spero di non avere torto. Per il momento la città è magnifica e non vedo l’ora di conoscerla sempre meglio e di usarla come base e punto di partenza per i giri australiani.

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