Ok, da questo titolo si potrebbe pensare che io sia stato in
California, ma confesso di averla solo vista in foto e film. La verità è che
Melbourne, fin dal primissimo impatto, ricorda molto quelle immagini ed è
difficile non tenere a mente quel paragone.
Salento: sia che prendiate un taxi, il bus o la navetta per
fare la ventina di chilometri che separano l’aeroporto dall'ingresso alla città
(non la City; per quella ci sono altri chilometri), non potete non rimanere
colpiti dalla vista degli spazi aperti, pianeggianti o appena appena collinosi,
di un giallo arido, quasi deserti, con l’asfalto della strada che si spinge in
avanti per chilometri in mezzo a una vegetazione strana, che ricorda per forma
e colore quella mediterranea, ma completamente diversa. Non sto parlando dei
famosi, sconfinati spazi australiani. Quelli non li ho ancora visti. La vista
della città in lontananza ricorda molto quei piccoli paesini che si vedono nel
brindisino o nel leccese, separati da quelli che in prospettiva sembrano essere
pochi centimetri di verde-giallognolo, ma in realtà sono chilometri di caldo e
sudore. La differenza? Invece di vedere cinque paesini divisi tra loro nei vari
punti dell'orizzonte, Melbourne copre tutto l'orizzonte con una distesa enorme
di edifici e grattacieli, tanto da ricordare
Londra: uno skyline mozzafiato;
la City costruita nelle vicinanze e parzialmente intorno al
fiume;
mezzi pubblici ovunque; auto che guidano “dalla parte
sbagliata” della strada; il tempo che cambia rapidamente mostrando in poche ore
nuvole cariche di pioggia e un sole caldissimo (se venite qui fate scorta di
crema solare. In due giorni mi sono già bruciato); un mix di abitanti
appartenenti a razze e culture diverse sin dall'aeroporto; fast food e locali
di ogni tipo e cultura che si fondono tra loro, ma trovano anche le loro aree
dedicate, senza dimenticare pub pseudo-inglesi recanti nomi di gradi autori;
cartelloni pubblicitari di birre italiane (ebbene sì! Guardate
bene e vedrete) in pieno centro, accanto a chiese goticheggianti che dicono la
loro sui temi più sentiti.
Lo sfarzo ipermoderno e i grandi contrasti della City
londinese sono stati trasportati qui, insieme a ritmi e panorami molto simili.
Per quanto passare vicino a grattacieli che si stagliano in mezzo a vie
gigantesche affollate di negozi e gente possa ricordare Bank o alcune aree di
Canary Wharf, le strade alberate, quasi deserte e immerse nel sole battente
potrebbero ricordare le zone migliori di Lecce d’estate. Le case centrali sono
appartamenti di enormi edifici pieni di specchi e sfarzo, degni delle migliori
aree di Londra, ma basta uscire di pochissimo per vedere tutta un’altra storia.
Una storia che parla di
California: sole, palme, segnali stradali diversi e dalle
forme strane circondano casette di uno o due piani, che si adagiano
tranquillamente, prendendosi tutto lo spazio che serve (ne hanno in
abbondanza). Colori non particolarmente vivaci, ma giardinetti ovunque, con
tanto di staccionate tanto inutili quanto decorative. Poca gente per strada,
per lo più persone in pantaloncini e mezze maniche che stanno facendo una
passeggiata tranquilla per godersi il sole e per non essere sopraffatti dallo
sforzo, a queste temperature. Enormi parchi e piccoli centri commerciali
compongono una periferia che è quasi un paese a parte, ma che allo stesso tempo
è collegata in maniera eccellente e senza soluzione di continuità col centro,
ma non altrettanto con le altre aree della città.
Non fatevi ingannare, però: Sto cercando di fare paragoni a
tutti i costi. Sono qui da pochi giorni ed è normale cercare in ciò che si vede
un riferimento a qualcosa che già si conosce.
Questo miscuglio, questa unicità ha solo vagamente a che
vedere con queste zone. Non per nulla ho anche parlato di un posto che non
conosco. Così come ognuna di queste aree e città, Melbourne è unica e ha un
sapore che personalmente non ho mai visto prima, fatto di spazi estesi,
contrasti diversi da quelli a cui siamo abituati, ma anche di un’ottima
fusione.
Spero di non avere torto. Per il momento la città è
magnifica e non vedo l’ora di conoscerla sempre meglio e di usarla come base e
punto di partenza per i giri australiani.




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