sabato 22 febbraio 2014

Great Ocean Road - parte 3

La parte finale del viaggio è probabilmente la più spettacolare e certamente la più famosa: The Twelve Apostles.
Parte più nota del Port Campbell National Park, questi immensi giganti di arenaria offrono forse la più bella vista di cui abbia mai goduto (e sono stato a Malta, nel Salento, in Sicilia e in molti altri posti che ricordo per la loro indiscutibile bellezza).
Da soli, questi immensi pilastri fanno capire quanto sia antica questa terra: basti pensare che l'arenaria è una pietra molto sensibile all'erosione e dunque la loro esistenza non è dovuta altro che all'erosione. L'oceano scolpisce la costa australiana, graffiandola e scalfendola di pochissimi centimetri l'anno, che però diventano metri interi di viaggio all'interno della roccia nei milioni di anni da cui si verifica questo processo e quei metri di roccia scavata tolgono supporto alla roccia sopra di loro, che quindi crea voragini, ponti naturali ed infine crolli (come capitato al London Bridge, ormai inesistente).
Questi millenni di erosione riescono a far nascere questo spettacolo:


L'ultimo crollo di uno dei Twelve Apostles risale al 2005; se ne possono vedere ancora i resti nelle foto qui sopra, dato che l'oceano non è ancora riuscito a eroderli completamente.
Il mio consiglio è dunque di andarli a vedere quanto prima: anche se sono convinto che lo spettacolo rimarrà straordinario, per quanto differente, nei secoli a venire, la vista attuale lascia senza fiato ed è certamente meritevole di un viaggio di qualche ora (o, meglio ancora, qualche giorno) se siete da queste parti.
Ribadisco che non penso che esista una foto che possa davvero riprodurre la bellezza di questi posti, ma se vi trovate a passare di qui, portate una buona macchina fotografica e, sia che ci sia una suggestiva giornata di pioggia o che il cielo sia limpido, non ne resterete delusi.

Per quanto la struttura turistica offra una bellissima vista, il modo migliore per vedere queste immense colonne di arenaria è avvicinarsi dalla spiaggia. per quanto non siano tutte accessibili, vi basterà fare qualche centinaio di gradini scavati nella roccia e, facendo attenzione all'oceano, ognuna delle cui imprevedibili onde può essere anche di diversi metri più lunga della precedente, riuscirete a capire veramente le loro dimensioni. Le persone scompaiono al cospetto della costa e questi giganti, a poche decine di metri da voi, vi lasceranno senza fiato.





Il parco di Port Campbell, però, non si limita a quest'unica parte. La sua bellezza si estende per quasi 200 chilometri, molti dei quali difficilmente visibili e impossibili da raggiungere, è le viste sono semplicemente incalcolabili.
Alcune persone fanno di questo parco l'unica meta per vacanze anche di due settimane (e come dare loro torto?) in modo da vederlo tutto. Purtroppo non era il nostro caso e quindi siamo riusciti a vedere "solo" alcune delle parti più famose. Grotto, Thunder Cave e i Gibson Steps erano centinaia di metri sotto di noi e la loro vista permette di farsi un'idea a mala pena concepibile dell'affascinante lavoro di cesellatura fatto nei secoli dalle onde.
Fortunatamente il tempo era dalla nostra parte. Anche se litri di crema solare sono assolutamente obbligatori, camminate del genere sotto la pioggia sarebbero semplicemente infattibili. Le nuvole, d'altra parte, avrebbero potuto rinfrescarci un po', ma credo anche che ne avremmo perso moltissimo in spettacolarità.
I giochi di ombre che fa il sole sulle pieghe della roccia o la luminosità riflessa dal chiarore dell'arenaria sono spettacoli che valgono le 2-3 ore di cammino sotto il sole cocente; se volete visitare questi posti armatevi di pazienza, di occhiali da sole, di scarpe comode (e sacrificabili), di tanta acqua e di un cappello. Ne varrà davvero la pena.






Per quanto la bellezza di questi posti e dell'intero percorso sia ben lungi dall'essere finita, il nostro tragitto ci ha portato poi a Warrnambool, ossia la città che delimita la fine della Great Ocean Road, e a uno dei suoi famosi "fish and chippers". A questo proposito: se farete questa strada, non dimenticatevi di mangiare almeno una volta fish and chips. In genere non lo suggerirei, ma ci sono serie possibilità di mangiare pesce pescato e fritto il giorno stesso. Inoltre l'olio di frittura è locale, extravergine d'oliva (il clima simile a quello Mediterraneo e la popolazione proveniente spesso da Grecia e Italia del sud dicono molto sulla qualità dell'olio) e il sapore di un piatto generalmente associato ad arterie occluse dal colesterolo, vale decisamente ben più della decina di dollari che lo pagherete.
L'ultimo tratto è sempre più vicino allo stato del Southern Australia e la vegetazione lo dimostra: se prima l'alternanza delle piante mostrava anche zone ricche d'acqua, adesso vegetazione desertica e piante fitte ma basse lasciano il posto a foreste di alberi spogli e arsi dal sole, che si faranno sempre più bassi e infrequenti man mano che ci si avvicina al nuovo Stato.




Una volta passato il confine (oltre il quale è bene ricordare che è proibito portare frutta e verdura, anche se comprate in Australia stessa), la vegetazione si fa sempre più desertica e le colline, aspre e frequenti, prendono il posto dei panorami marini, togliendo però ben poco al fascino delle sconfinate distanze che avete appena lasciato.

Spero che questi tre post vi siano piaciuti. Mi spiace aver fatto passare quasi un mese dal primo all'ultimo, ma purtroppo l'organizzazione della vita "normale" l'ha reso necessario.
I prossimi post saranno un po' più tecnici e relativi alla città (dalla quale spero di allontanarmi quanto prima per un altro viaggio, fosse anche di pochi giorni), ma prometto di tornare a parlare quanto prima dell'Australia più affascinante e rurale.

Come conclusione non posso che ribadire il concetto passato finora: questo viaggio merita di essere fatto dal primo all'ultimo metro. Ci si potrebbero passare settimane intere e non vedere tutto quanto, se si contano i paesini, la Great Ocean Walk, i panorami e tutto il resto, quindi scegliete il vostro paesaggio preferito, inforcate scarpe comode e buon viaggio!


domenica 9 febbraio 2014

Great Ocean Road - parte 2

La parte migliore del viaggio sulla Great Ocean Road è nei giorni successivi al primo: una volta superata Torquay e tutta la parte definita Surfer's Paradise si incontra un'infinita serie di Lookout che danno su panorami mozzafiato. E' davvero impossibile elencarli tutti ed è difficile fermarsi a tutti, ma giusto per darvi un'idea, i primi sono il Teddy's Lookout, subito dopo il paesino di Lorne



e Cape Patton Lookout, dove si può anche leggere una breve storia della Great Ocean Road





Non posso sottolineare abbastanza il fatto che questi siano solo due esempi tra i moltissimi che si possono scegliere.
La strada costeggia l'oceano per quasi il suo intero percorso e il numero di paesaggi, grotte naturali, spiagge più o meno turistiche, paesini e anfratti è semplicemente incalcolabile e la scelta su cosa vedere o su cosa fermarsi a fotografare sta al gusto personale e se nella nostra compagnia l'oceano in sé era il paesaggio preferito, altri potrebbero preferire i giganteschi alberi della foresta intorno o le aride distese semidesertiche che si alternano alle foreste stesse, mostrando una vegetazione riarsa e rada. Post come Mt Defiance e Cape Ottaway sono assolutamente imperdibili, se vi piacciono i fari e i paesaggi che offrono.
Come dicevo, la nostra scelta si è orientata più sulle viste oceaniche, ma questa strada offre moltissime occasioni anche per il trekking, con percorsi di difficoltà variabile, ma generalmente non troppo complicati.
Decisamente imperdibili le cascate di Sheoak, dove, immersi nella natura più rigogliosa e in alberi che da soli mostrano i milioni di anni che ci sono voluti per generare quel posto (la persona accanto alla base è alta circa 1.80), potrete godere di viste indescrivibili.




A questo punto mi sembra doverosa una piccola precisazione: a causa di un pessimo corriere che mi ha impedito di fare un trasloco decente tra Londra e l'Italia, non ho con me una macchina fotografica degna di questo nome e mi sono dovuto accontentare del cellulare. Sono comunque convinto che nessuna foto potrà davvero rendere giustizia alla bellezza e maestosità di questi paesaggi.

Per chi ama il trekking esiste anche la possibilità di percorrere la Great Ocean Walk, che, con l'inezia di 100 chilometri, percorre un tratto simile alla strada, partendo da Apollo Bay e arrivando a una delle viste più spettacoli (e probabilmente la più famosa) dell'intera Great Ocean Road: The Twelve Apostles.

Ne parlerò meglio nel prossimo post, insieme alle altre viste che varrebbero, da sole, i 200 e oltre chilometri di viaggio da Melbourne, ma prima una nota dolente, che è uno dei pochi motivi che non mi hanno fatto dare il voto massimo al viaggio.

Nello stato di Victoria i mezzi pubblici sono di qualità piuttosto discutibile. O meglio, i mezzi di per loro sono eccellenti, ma il servizio no. Nonostante questo è uno dei posti in Australia nei quali funzionano meglio e la Great Ocean Road non è un'eccezione: per muovervi l'unica opzione che permetta di godersi il viaggio è l'auto. I vari giri turistici possono offrire un'alternativa per lo spostamento, ma non vi permetteranno di fermarmi in tutti i Lookout e la spesa sarà nettamente superiore. Non avrete neanche modo di improvvisare una fermata solo perché volete visitare un paese o perché avete visto un canguro
o anche semplicemente perché ne avete voglia.
So che l'acquisto di una macchina usata o un affitto non sono ipotesi economiche, ma vi permettono molta più libertà e, se riuscite a incontrare gente con il vostro stesso interesse (e non è difficile, specialmente a Melbourne), potrete dividere i costi e conoscere persone potenzialmente davvero interessanti.
Per quanto ci riguarda, alla fine di questa giornata ci siamo fermati in un ottimo campeggio, molto ben fornito, dalle parti di Portland, dove, dopo aver sistemato la tenda ed esserci goduti un'ottima cena a base di pasta (rigorosamente cucinata da me, in quanto unico italiano del gruppo) e funghi alla brace, abbiamo passato una notte infernale a causa del vento e del freddo.
Non è forse questo il lato più bello del campeggio?


domenica 2 febbraio 2014

Great Ocean Road - parte 1

Sono sparito per un po' di tempo, ma per un'ottima motivazione: ho fatto il mio primo viaggio australiano e qui c'è il resoconto. Il post rischiava di essere molto lungo, quindi l'ho diviso in più parti, ma spero che ogni parte sia chiara e indipendente.

Durata: 1 settimana
Voto: 9/10
Spesa totale: circa 600 dollari (circa 400 euro)

Probabilmente molti saranno stupiti dal rapporto spesa/durata ed effettivamente non è niente male, specie tenendo conto che, fino al terzultimo giorno, la spesa è stata di circa 100 dollari.
Un viaggio che rifarei continuamente, che non ha preso il voto massimo solamente per alcuni dettagli di cui parlerò meglio volta per volta.

Il primo consiglio che mi sento di dare a tutti per tutti i viaggi che farete è che, per quanto possa sembrare banale, la compagnia è molto importante. Se avete uno o più amici che vi vogliono accompagnare, tanto meglio, altrimenti cercate di unirvi a un gruppo di persone che abbia voglia di fare la stessa avventura. Certo, rischiate di non andare d'accordo (improbabile dato che un road trip è un'esperienza molto coinvolgente e che tende ad accomunare), ma viaggiare da soli o in gruppi organizzati in cui non c'è una vera e propria condivisione toglie moltissimo all'intero viaggio.

Per quanto mi riguarda ho trovato un gruppo di persone su gumtree (sito usato per qualsiasi annuncio, sia in Australia che in UK) e mi sono unito. Due francesi e una ragazza tedesca.
Lo so cosa ci insegnano da sempre, ma vi posso assicurare che, salvo casi particolari e senza nulla togliere alle cautele necessarie, questa pratica di unirsi ai backpackers è comune e sicura. Stiamo parlando di ragazzi che sono dall'altra parte del mondo per un mese, forse un anno, e hanno voglia di girare questa magnifica terra nel modo più economico possibile.
È comunissimo vedere persone, anche ragazze sole (specialmente tedesche), che viaggiano unendosi a gruppi vari e condividendo costi, benzina e ore di guida. Niente di speciale, se non l'unione che potreste riuscire a creare, condividendo qualcosa di tanto bello.

Ad ogni modo, un po' di background...

La Great Ocean Road è una strada nello stato di Victoria che costeggia quasi totalmente l'oceano. Costruita come monumento commemorativo ai soldati morti nella prima guerra mondiale, è lunga circa 240 chilometri e permette di vedere un'inimmaginabile quantità di paesaggi incantevoli.
Volendo è possibile percorrerla in un giorno, ma non avrebbe molto senso, dato che vorrebbe dire non vedere nulla. Tre-quattro giorni sono il percorso ideale, ovviamente fermandosi nelle varie spiagge, nei paesini (alcuni di letteralmente 3 case) e ai vari punti d'osservazione (lookout) per fare migliaia di foto a paesaggi che non dimenticherete mai.

Nella mia personale avventura c'è stato un piccolo intoppo il primo giorno: la batteria della macchina non voleva saperne di funzionare


Senza perderci di spirito, portiamo la macchina dal rivenditore e facciamo cambiare il condensatore (o il flusso canalizzatore, per quanto ne so io) e partiamo, affamati e speranzosi, alla volta dell'ingresso della Great Ocean Road.
È da notare che, specialmente più avanti nel percorso, la strada è molto diversa da qualsiasi strada siamo abituati a vedere: la lunghezza si perde a vista d'occhio e si è circondati da vegetazione per chilometri e chilometri, durante i quali non si vede neanche un paesino in lontananza e le macchine sono sempre meno frequenti. Tornerò su questo concetto, ma se siete abituati a vedere una curva all'orizzonte quando non siete in autostrada; attraversare un paesino con una chiesa e qualche casa; vedere agglomerati di case sul fianco di una collina,... scordatevi tutto. Qui stiamo parlando di chilometri di cemento che passano indisurbati in mezzo a vegetazione fittissima o sterpaglie, a seconda della zona.

Ad ogni modo, una volta arrivati alla vera e propria Great Ocean Road, ci fermiamo alla prima spiaggia, Torquay, unanimemente definita la peggiore del percorso.


Piccola parentesi: se volete fare centinaia di bagni nell'oceano, questa strada non è l'ideale, dato che non avvicina molto a spiagge usabili a questo scopo. Personalmente sono riuscito a fare il bagno solo qui. Acqua splendida e bagno incantevole, ma comunque abbastanza turistica. Non essendo molto accessibili, le altre zone rimangono quasi incontaminate e dunque il paesaggio non ha eguali.

Dopo un bagno e un pranzo veloce in riva all'oceano, si riparte e la quantità di panorami che si possono osservare è incalcolabile, a tal punto che a un certo punto si smette di accorgersi di quelli "un po' meno belli"



Questo è uno dei tanti lookout. Uno di quelli semplici, che consiste semplicemente in una balaustra sul panorama. Nei prossimi post accennerò a quelli più complicati.

In questa prima tratta, la strada passa in mezzo a vegetazione molto fitta. Non sorprende, data la quantità d'acqua vicina e che cade dal cielo, come abbiamo avuto modo di vedere la stessa notte. Parlando di notte, ecco uno dei nostri segreti per aver speso così poco: il campeggio. come è facile immaginare, ci sono molti campeggi gratuiti e non da queste parti. Sono piuttosto facilmente raggiungibili (ne trovate molti elencati su internet ed esistono anche app per gli smartphone, con tanto di recensioni e servizi offerti) e alcuni sono anche attrezzati a dovere.
Se avete il minimo indispensabile per il campeggio (dormire in macchina o in tenda è fattibilissimo. Non servono camper o chissà quali preparazioni) e fate la spesa all'Aldi (il corrispettivo della Lidl) potete dormire e mangiare davvero con poco e godervi, senza troppe luci a disturbare, le stelle dell'altro emisfero. Vi garantisco che non resterete delusi dallo spettacolo.
Se invece non riuscite a stare senza un letto vero e proprio e un soffitto degno di questo nome, durante il viaggio vi capiterà di passare per paesi molto piccoli, ma state pur certi che ognuno di questi ha almeno un ostello o qualche casa che affitta stanze. I backpackers sono un'enorme fonte di reddito, da queste parti. Probabilmente riuscirete anche a godervi lo stesso spettacolo per qualche decina di dollari in più.