giovedì 2 gennaio 2014

Buon anno nuovo dal paese nuovo

Nello scorso post ho parlato dei sentimenti pre-partenza con un certo anticipo sulla partenza e poi, volutamente, non ho aggiornato per un po'. Avevo voglia di parlare della partenza stessa per poi mostrare le eventuali differenze o similitudini.
Sto scrivendo questo post sull'aereo, a un paio di ore dal secondo aeroporto di scalo e con circa 17 ore di viaggio tra me e Melbourne, oltre ad alcune settimane di sentimenti intermedi tra me e lo scorso post.
In questi giorni c'e' stato un susseguirsi di idee, emozioni e desideri di cui credo valga la pena discutere, dato che sono certo che molto potrebbero credere di essere i soli a provarli, in una situazione simile. Prometto che i futuri post saranno più basati su eventi e fatti che sulla personalità. Alcuni, almeno.
Come accennavo nel primo post, non abito in Italia, quindi ho dovuto organizzare prima il trasloco di tutte le mie cose verso l'Italia e poi il viaggio Londra-Italia e Italia-Melbourne, il che è già uno stress che non aiuta a stare bene.
I miei stati su facebook sono stati abbastanza esplicativi, ma per chi non li avesse visti (buona parte dei lettori, suppongo) sono stati focalizzati sul contrasto.
Il contrasto e' quanto ci si deve aspettare maggiormente nella preparazione di queste avventure.
La paura cede il posto all'eccitamento, che scompare in favore dello sconforto, che viene scacciato dalla speranza, a sua volta eliminata dalla foga di organizzare, rimpiazzata dal desiderio di avventura e cosi' via.
Mi sono chiesto più e più volte, e ancora lo faccio, perché stessi facendo questo viaggio, cosa mi avesse portato a organizzarlo, se non me ne sarei stato meglio a casa mia, circondato da quel che conosco, con le mie abitudini e le persone che conosco e che potrebbero non esserci più al mio ritorno (la velocità con cui la gente lascia Londra ha qualcosa di mitologico. Ne parlerò in futuro).
Non posso dare una risposta a tutto questo e per tutti, ma la mia, personale e non perfetta, ma che spero si adatti ad altri, e' stata che se avessi ceduto al desiderio dell'abitudine, adesso non avrei le abitudini che mi sento in colpa a lasciare; non conoscerei le persone per le quali ora vorrei essere rimasto e non avrei mai avuto le occasioni che mi hanno permesso di chiedermi se stessi facendo la scelta giusta.
Sento già le repliche pessimiste: questa risposta vale in entrambi i sensi. Me ne rendo conto. Non e' detto che si lasci sempre qualcosa per qualcosa di meglio o che si riuscirà meglio in un posto nuovo rispetto a quello vecchio.
Il mio intento qui non e' convincere nessuno a partire per Londra, per l'Australia o per chissà dove. Partite se volete conoscere. Partite se volete ampliare i vostri orizzonti, ma soprattutto se siete disposti a farlo e siete pronti ad ammettere di essere voi nel torto. Partite se volete e potete affrontare i dubbi, i contrasti e le paure. Insomma, partite se avete voglia di sbloccare ciò che di voi ancora non e' chiaro e siete pronti a prendere martellate sulle gengive per questo. Purtroppo questo vale anche per chi parte per bisogno. Il fatto di avere poche possibilità in un luogo non autorizza a rimanere chiusi in un altro.
Il mio messaggio in questo post e' semplicemente uno. Se alla fine avete deciso di partire, partite completamente. I dubbi, le paure, le incertezze vi seguiranno, ma non dimenticate di far seguire anche il resto. La vostra testa non può rimanere ancorata ad abitudini, persone e luoghi che ormai non ci saranno più, fosse anche solo temporaneamente.
Siate disposti ad affrontare quei contrasti, siate nel luogo in cui siete. Se la mamma, il the delle cinque, l'uscita con gli amici al sabato sera, il bicchiere di birra dopo la partita della domenica e tutto il resto non ci sono più, abbiate la consapevolezza che siete voi ad aver creato tutte quelle cose. E Voi (con la V maiuscola) siete anche nel luogo nuovo, a differenza dei posti e delle persone vecchie. La nostalgia e' sacrosanta (e ce ne sara' anche al momento del ritorno), ma che non sia un'ancora per non godere appieno delle nuove occasioni.
Chi dice che non possiate creare di meglio?

Nessun commento:

Posta un commento