martedì 3 dicembre 2013

Preparativi di viaggio

Il primo post di un nuovo blog deve essere di presentazione, ma non vorrei dilungarmi troppo ed entrare subito nel vivo.
Questo blog nasce con l'intento di parlare di un viaggio che sempre più persone, italiane e non, fanno. Un viaggio fisico, che però ha forti connotazioni emotive e morali.
Sto parlando del viaggio per trasferirsi in una nuova nazione.
Sono uno dei tanti Italiani all'estero da ormai qualche anno. Non so se posso essere paragonato ai "cervelli in fuga", dato che non ho scoperto o fatto niente di nuovo, ma di certo sono uno dei moltissimi che, non riuscendo a trovare una sua dimensione in Italia, la cerca altrove.
Vivo a Londra e mi sono integrato piuttosto bene, anche se il cammino è ancora lungo. Ho un lavoro, delle passioni che porto avanti, una casa e le piccole e grandi cose che porta la vita.
Non è della mia vita a Londra che voglio parlare, però. Almeno non ancora.

Tra meno di un mese andrò in Australia. Melbourne per la precisione.

Non discuterò per adesso le scelte di questa decisione.
Questo blog nasce con l'intento di parlare delle nazioni in cui vivo e virò, diverse dall'Italia, ma anche simili per molti più aspetti di quanto si pensi. Ci saranno momenti allegri, spero, e momenti di riflessione. Foto, fatti, testimonianze, aneddoti, suggerimenti e tutto quello di cui riuscirò a parlare che abbia attinenza con i miei viaggi e la vita di Italiano all'estero.

Ma un viaggio parte dai preparativi. Dal desiderio di viaggio e dalle emozioni.
Quello che mi preme di più come primo post è parlare delle emozioni che ci sono a un mese di distanza. Sono le stesse emozioni, o almeno simili, che avevo prima di trasferirmi a Londra e so per certo di non essere l'unico a provarle.
Confrontandomi, in questi anni, con altre persone che si sono trasferite qui e altrove, mi rendo conto che siamo tutti molto paragonabili in tanti aspetti e le emozioni principali sono sempre le stesse.
Quella principale, per quanto non sia piacevole, è l'angoscia.
Lasciare le sicurezze, vere o effimere, a cui ci si è legati; salutare le persone più o meno amiche, ma che comunque conosciamo, e che non sappiamo quando rivedremo e se sentiremo o se ne perderemo i contatti; abbandonare le mura che vediamo ogni giorno, che magari non sono il massimo, ma che possiamo chiamare casa. Tutto questo è angosciante, pauroso e persino deprimente.
Ti fa chiedere perché lo stai facendo. Cosa ti stia portando a tutto questo. Ti fa rivalutare le scelte, ti fa trovare scuse per non partire e ti fa desiderare di non aver nemmeno mai sentito la voglia di partire.

Lo so perché lo sto provando anche in questo momento e perché l'ho provato in passato, ogni volta che ho cambiato città o paese. E sono state tante.
La paura del nuovo è qualcosa di comprensibile, di naturale. Una normale reazione che chiunque ha quando abbandona la terra ferma e si butta nel vuoto.
"Chi me l'ha fatto fare?".
"Perché sta succedendo?".
"Cosa succederà dopo?".
Sono domande naturali, che portano a questo senso di dubbio e paura, tanto più forte quanto minori sono le cose che conosciamo del posto in cui andiamo, i punti fermi, le persone conosciute e, non neghiamolo, i soldi a disposizione.

Il mio messaggio a chi si sta imbarcando in quest'avventura o una simile è soprattutto uno.
È normale.
Nessun sentimento dovrebbe essere represso. Tutti vanno vissuti fino in fondo, anche quelli che chiamiamo negativi, ma non per questo dobbiamo lasciare che ci frustri, che ci porti ad abbandonarci nell'abitudine di qualcosa che non vogliamo fino in fondo.
Viaggiare vuol dire conoscere, sperimentare, crescere. In una parola: vivere.
Un viaggio in un altro paese deve essere affrontato in pieno. Avere coraggio non vuol dire non avere paura, ma riuscire ad usare anche quella paura per godere completamente e saggiamente delle esperienze che si stanno per fare.

È per questo che so che devo iniziare questo viaggio. E quel "devo" diventerà un "voglio". Un viaggio, specie se dall'altra parte del mondo, va affrontato portando con sé il proprio bagaglio culturale ed esperienziale, ma con sempre pronto ad imparare come un bambino impara ogni cosa da zero. Senza chiusure mentali, pregiudizi e, soprattutto, senza pretendere di trovare quel che conosco e affidarmi solo a quello.

Spero di avere una grande compagnia virtuale in questo e nei prossimi viaggi. Spero di avere lettori che mi accompagneranno e magari anche che mi sosterranno nei momenti di tristezza. Lettori che abbiano la mia stessa voglia di conoscere e sapere, per i quali io possa essere occhi, orecchie e testa di esperienze che faranno o che vorrebbero fare e grazie ai quali io possa anche capire e godere di ciò che non capisco del tutto, grazie ai quali possa pensare e punti di vista che non avrei mai contemplato e vivere esperienze che altrimenti non avrei vissuto.

Non facciamoci abbattere dall'angoscia e iniziamo questo viaggio.
Prima tappa: imballare tutta la casa londinese e spedire in Italia ciò che poi sarà recuperato e portato in Australia. Volontari?

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